Il ponte

Cari tutti

E’ passato qualche giorno dall’apertura di questo nuovo blog, nato dalle ceneri del vecchio, e solo ora mi sento di poter cominciare a fare qualche considerazione. Perché è stato un passaggio intenso, anche bello, con dei risvolti – non tanto intellettuali – quanto affettivi, che mi hanno colta alla sprovvista. Una volta che questo passaggio sarà definitivamente compiuto, e quando forse sarà trascorso un po’ di tempo, forse sarebbe saggio scriverne in maniera più sistematica e analitica, perché credo che abbia delle cose da dire, sull’evoluzione delle relazioni, sui rapporti tra virtuale e reale, cose belle e anche meno belle naturalmente, ma che aiutano ad evitare le grandi estremizzazioni di cui sempre cade vittima l’idea di internet – la sua santificazione e la sua demonizzazione.

Intanto, comincio ora a trarre un sospiro di sollievo, ma anche di gratitudine – per l’affetto incredibile che mi è stato dimostrato dallo zoccolo duro dei lettori storici del mio vecchio blog – gli zauberlettori! Che tutto sommato mi sento di continuare a chiamare zauberlettori, una cosa che mi ha veramente commossa, con messaggi pubblici, privati, saluti ovunque. Con una emozione e una intensità che non avevo minimamente anticipato. Per quanto mi sia sempre resa conto del fatto che intorno al vecchio blog si era creata una sorta di comunità, mai questo senso quasi di appartenenza mi è saltato agli occhi come in questi giorni, dove nella mia bacheca facebook, la comunità si è ricreata, e le persone le vedo chiacchierare tra loro, essere amiche tra loro, afferire a una sintassi condivisa. E mi impressiona e mi commuove un po’ vederli – vedervi, come se avessero attraversato un oceano che separa due coste, e invece si è solo trattato di prendere atto che la persona che leggevano quotidianamente o poco meno, fondamentalmente cambiava nome.

Ma ci deve essere stata la sensazione di un curioso salto nel buio – lasci una persona che scrive sotto pseudonimo, della quale cioè conservi in un angolo il dubbio che possa essere una forma di narrazione- anche se magari questo angolo di dubbio non arriva davvero alla coscienza e poi arrivi da un’altra e scopri, questo mi è sembrato abbia emotivamente colpito più che intellettualmente, che quella persona combacia, che il cambiamento è in realtà minimo, che la finzione non c’era. I dati anagrafici combaciano e anche il modo di scrivere, e i difetti e le fissazioni, sono proprio le stesse. Ma lo pseudonimo era avvertito come un come se, una sorta di piano narrativo sotto al quale poteva stare il tutto diverso piano della realtà. In effetti, non ho mai scritto in anonimato per occultare, per fingere, per dire ciò che non avrei il coraggio di dire – ma anzi per disvelare, liberamente senza l’ombra di un’identità avvertita anche per cognome e famiglia, come ingombrante.

Le considerazioni sociologiche, di questa mia vicenda simile alla storia di altri ben più noti e celebri nella rete di me – le lascio a un momento in cui riuscirò a sentire di avere uno sguardo prospettico più lucido diciamo, perché adesso davvero, come ha scritto una prestigiosa lettrice – è un po’ come quando finisci una lunga analisi, devi lasciar sedimentare. Intanto avevo bisogno di fare un post cerniera, che contenesse oltre a questi primi pensieri alcuni messaggi di servizio.

Il primo, riguarda l’organizzazione di questo blog, che ricalcherà quella del vecchio: diversamente dalla stragrande maggioranza, mi sa quasi tutti gli altri blog, in questo ritornano le vecchie regole che troverete nella pagina, zaubernorme. Queste regole, che mi hanno valso molte critiche, e che sono per molti aspetti assolutamente contrarie a un certo spirito egualitario e democratico che domina la rete, hanno il pregio di mantenere molto alta la qualità del dibattito in calce ai commenti, e implicano tra le altre cose, l’impossibilità di rivolgersi tra commentatori direttamente in calce ai post, e di usare il commentarium come fosse una chat – ma ve ne sono altre, che invito i nuovi arrivati a considerare. Come nell’altro blog però ritorna lo zauberfumoir, che troverete nella colonnina a sinistra, e che sarà la stanza dove i commentatori possono dirsi delle cose, chiacchierare tra di loro, litigarsi, chiedere delle cose a me o quello che desiderano, proporre temi da trattare.

Gli argomenti alla fine saranno pressappoco gli stessi, anche se mi si profila un anno pienissimo di impegni e di cose da fare, ma io spero di riuscire a ritagliarmi uno spazietto mio qui. Con le stesse oscillazioni di registro linguistico, e forse con ancora più oscillazioni dal momento che la scrittura cartacea e pubblica – che sta diventando un mio secondo lavoro – non sempre me lo permetterà. Rimarranno quindi post scribacchini – e le svariate e indecorose pippe psicoanalitiche e pseudofilosofiche che hanno allietato il masochismo dei più, rimarranno forse anche i post cazzarellisti – ma devo avvertirvi che lo psicocazzarellismo è l’oggetto del secondo libro a cui sto lavorando, ossia un libro che cerca di rfilettere con umorismo su certe condizioni psichiche un po’ disgraziate, e forse potrebbe essere più carino avere un tomo psicocazzarellista ecco che i post a pioggia. Questo, devo ancora insomma decidere.

Infine ancora due cose. Un accorato e affettuoso ringraziamento alle persone che sono arrivate a leggere queste righe, avendo cominciato a farlo 8, 6, 5, 3 anni fa. E’ una cosa che procura un sentimento speciale, a cui non so dare un nome, ma davvero grazie. E un ringraziamento speciale a quanti mi hanno aiutata e consigliata nel gestire questo passaggio. In secondo luogo un benvenuto caloroso ai miei amici, alle persone della mia vita che non sapevano della mia scrittura in rete, e che stanno reagendo in maniera stupefatta e buffa e sempre gentile. Quando il vecchio blog saliva agli onori della cronaca per questo o quel post più letto degli altri, morivo dalla voglia di tirarli per la giacchetta, di dire loro guarda! E poi lasciavo perdere per un mucchio di motivi che mi parevano importanti. Anche se presumibilmente ci hanno molte cose più importanti da fare, e non avranno l’obbligo di triturarsi i marroni a leggere quello che questa manica di masochisti si è autoinflitta in questi anni, io sono molto contenta e sollevata nel sapere che i miei amici e le persone della mia vita di sempre ora possono entrare nel cerchio quando lo desiderano o ne abbiano voglia. Benvenuti.

Buona settimana a tutti.

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20 pensieri su “Il ponte

  1. Gestire un blog con dei criteri da far rispettare dev’essere molto impegnativo, per questo io non ci ho mai neppure provato, ho perfino lasciato morire un mio sito di cui pagavo il dominio ( anche la consapevolezza dell’irrilevanza aiuta la rinuncia, certo, ma per lo più è pigrizia). Se il seguito di lettori continua post – transitionem si vede che c’è comunque del valore aggiunto, ma non essendo un blog l’unico modo di “produrlo”; presuppone una certa dose di generosità intellettuale da parte di chi vi si dedica. Cosa spesso dichiarata, anche ostentata, ma in realtà molto, molto rara. Quindi… avanti così.

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  2. Sono molto contenta del tuo passaggio ma solo perché corrispondeva a una tua necessità. Non ho mai creduto che uno speudonimo – usato tanto a lungo – potesse celare una doppia personalità, una truffa. In realtà, per me, tu non sei mai stata anonima: eri una persona che usava un altro nome per scrivere. Ma non una doppia persona. Come Zuaberei hai scritto alcune cose fondamentali del tuo privato: sei sposata, hai figli, genitori, amici e parenti. Sei inserita in un contesto professionale. Non hai barato. Zauberei non ci ha raccontato di essere diversa da ciò che era. Poiché essere riconosciuta da chi non ti sapeva tenutaria di un blog era una grande preoccupazione, mi felicto per il buon esito. Sì credo intorno a questo blog si sia creata una piccola comunità – a volte più grande e a volte più ristretta. Devo moltissimo non solo a te: anche a tutti gli altri commentatori. Non dubito i nuovi saranno della stessa sapida pasta. Ottimo mantenere regole e spazio per chiedere e litigare. Se posso avanzare una critica: mi mancano le tue risposte in calce ai post. So che portano via molto tempo e tu non ne hai. Scrivi meno, magari, ma palesati. Era molto importante quel riassunto, anche quando breve, di risposte. Un rimando. Un ricamo. Un legame. In libreria verremo numerosi… Felice di vederti dall’altra parte del ponte.

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  3. non faccio parte dello zoccolo duro dei tuoi estimatori perché ti conosco e ti seguo da poco ma anch’io non ho mai pensato che tu fossi un’entità astratta o una persona diversa da quello che apparivi. Ho tutte le intenzioni di entrare nel club (quello dello zoccolo duro …) e mentre aspetto anch’io il tuo secondo libro (quello sullo psicocazzarellismo) mi piacerebbe conoscere le coordinate del tuo primo perché mi piacerebbe leggerlo 😉
    Grazie e in bocca al lupo !!!

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  4. (non si capisce il perché del cambio di piattaforma. al netto del fatto che il nome ben avrebbe potuto cicciare di là – e che chi fosse stato davvero curioso lo aveva magari già scoperto da sé, resta… il cambio della gestione pubblicitaria…?)

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  5. è da un bel po’ che non commentavo, ma ho sempre letto praticamente tutti i tuoi post. Contenta che il passaggio ti abbia portato belle cose e curiosa di leggere le future riflessioni sui rapporti virtuale-reale!

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  6. Il tuo svelarti mi ha messo voglia di svelarmi, lettrice fedelissima da tempo ma sempre silente, per timidezza, per incapacità di aggiungere altro alle tue parole e a quelle dei lettori. Anche questa volta non ho particolari pensieri da condividere, ma un moto spontaneo di affetto, quello sì, per te che sei stata e continuerai ad essere punto di riferimento per tante riflessioni che hanno arricchito tanti miei giorni. Che dire? Stavolta forse potrei dire “grazie a te”.

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  7. come hanno scritto altri, non hai mai ‘barato’ e così hai spinto anche noi a non barare, a dirti sempre di noi, con stretto riferimento ai tuoi contenuti, ma con la massima sincerità, almeno per quanto mi riguarda. anche questo è stato uno dei motivi per i quali il dibattito è sempre stato intenso e di qualità. e le tue particolarissime regole, senz’altro, molto hanno fatto in questo senso. buona nuova avventura, lo ripeto anche qui. io da 8 anni mi sa ti seguo di sicuro…

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  8. Ti ho scoperta da poco, seguendo il filo tenue e tenace della rete, che mi ha condotto in straordinari giardini dove ho imparato tante cose. Ringrazio la tyche che mi ha fatto incontrare te e molti altri. Voglio continuare a imparare e a sorridere, e voglio farlo anche con te. Grazie di questa opportunità

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  9. Sono molto contenta di questo cambiamento e ringrazio davvero tutti. Una cosa cambierà ecco, io appunto riuscirò a dare delle risposte collettive nei commenti, ma non più come facevo un tempo – e come mi piacerebbe ancora – rispondendo uno a uno. Non ce la faccio purtroppo proprio più. Anche se mi dispiace di certo. Ma ringrazio davvero tutti tanto, sono commossa – come sono commossissima, mi perdonerete, dalla comparsa qui di due primissime commentatrici del mio blog, che ci sono state dall’inizio -come viola e giulissima! E come barbara anche, con cui siamo diventate tanto amiche ma che è arrivata un pochino dopo.
    Al ricco e spietato dico 1. benvenuto 🙂 2. beato te almeno per il ricco! 3. ho cambiato perchè questa di piattaforma è notoriamente molto più agile, ma anche perchè tutto sommato, negli ultimi due anni kataweb mi è sembrato mostrasse meno investimento sui blog di quanto fosse all’inizio. Ma avevo voglia di cambiare, scegliere una foto, scegliere i caratteri etc.
    Per la pubblicità non ci ho pensato – non è un blog che tiri così tanto da essere appetibile credo per i pubblicitari. Manco l’altro lo era. I blog dai grandi numeri sono altri.

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  10. E’ davvero singolare e grazioso il modo che hai avuto di prenderci per mano e portarci fra le tue mura. Ma il cuore e la testa era già tutta lì. In fondo , eravamo già in casa tua… 🙂

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  11. Come hanno osservato in molti prima di me, anch’io non ho mai pensato che Zauberei fosse un personaggio immaginario, sei sempre stata troppo coerente con la tua personalità, anche nei difetti, per fingere. Io mi sono sempre detta che scrivevi sotto pseudonimo proprio perché sincera fino in fondo, anche riguardo al putipuclan e agli altri componenti della tua vita reale e questo mi é sembrato un segno di rispetto e di pudore nei loro riguardi. Quando ci hai detto il tuo vero nome istintivamente mi sono sentita di doverti dire il mio(poi mi sono ricordata che in quanto amministratore del blog lo conosci già). Insomma confermo che a casa tua c’è sempre stata grande sincerità e non credo che questo trasloco ne cambierà la sostanza. In bocca al lupo Costanza per le tue prossime avventure, io passeró di qui sempre con piacere. (p.s. Comprendo la difficoltà di rispondere sempre ai commenti in modo puntuale, ma ha ragione barbara a dirti che quello serve a rafforzare il dialogo e creare un legame e, aggiungo io, a fare la differenza con altri blog: continua a rispondere, per quanto ti é possibile)

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  12. Anche perché tesoro mio, diciamocelo pure, fingere per otto anni? Mi sembra difficilino a parte Pessoa. Non tanto perché se ti ci metti e ad averci il tempo non ti ritenga capace di riuscirci. Ma perché in questi anni hai vissuto e manco tanto noiosamente mi sembra, come si fa? Hai fatto tante cose bellissime e conoscerti con nome e cognome ci aiuta ad ampliarne la prospettiva. Bellobello.

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  13. molto bello, elegante, graficamente superiore a kataweb, altrochè 🙂 e poi la sostanza è la stessa, cioè sei sempre tu! a questo punto hai fatto bene ad uscire dallo pseudonimo, i tuoi post restano comunque sempre una Zauberei e anche un’Erlebnis 🙂

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