Emergenza sociale 2/dedicato all’uomo sessualmente distratto

Quando ero all’università avevo un amico veramente molto molto bello. Era alto, magro, con occhi allungatissimi e magnetici, e portava un lungo cappotto grigio che lo rendeva davvero er Camus de noantri. Come tratto distintivo aveva la seppola, un difetto di pronuncia che però non inficiava la sua complessiva indiscutibile avvenenza. In quegli anni studiavamo in biblioteca, e facevamo delle assolate pause fuori le porte in un giardinetto interno.
Il mio amico in una di queste pause, fumando una sigaretta e grattandosi dubbiosamente la testa, mi disse.

– Fai… l’altro giorno mi è fucceffa questa cosa.
– Dimmi
– No, ecco, fenti. Fono uscito con una mia amica, ecco abbiamo mangiato un panino, ecco, e poi lei mi ha invitato a falire! In casa fua! Che gentile…
– Ah!
 – Allora lei mi ha detto – fenti vuoi qualcosa da bere?….
– …
 – Fi! ho detto io! E abbiamo bevuto.
– E poi…?
–  E poi lei mi ha detto – fenti, vuoi fumare qualcosa?
 -….?
– Fi! ho detto io! E abbiamo fumato.
 –  Ah e poi….?
– E poi niente, poverina aveva la cafa molto piccola! Eravamo feduti sul letto, e lei mi ha detto:
… Fai….A me piacciono gli uomini con un difetto di pronuncia…

– …
– Ah fi? Ho detto io, trovando il fatto curiofo. Poi fono tornato a casa perché era molto tardi.

Oggi esso è un bel padre di famiglia et un valido professionista. Noi però spendiamo un minuto di silenzio per quella pora disgraziata che era giustamente attratta dal figaccione con la seppola e ha tentato il tentabile, ma è rimasta sul lettone con un pugno di mosche.

Questo tipo di uomo, conosce una sua diffusione transculturale, ed è considerata una calamità naturale che impensierisce, ancorché intenerisce, svariate gnocche del creato. Esso può essere anche bellissimo, ma un po’ per la trasmissione intergenerazionale dell’identità maschio tau – perché anche suo padre era stato de coccio e anche suo nonno e pure il suo bisnonno – un po’ per il solito difettevole processo di individuazione per cui ci vuole una terapia o una femmina molto sfacciata, insomma ci sono questi maschi simpatici, autoironici, svagati un po’ scemi e un po’ nevrotici che non sanno carpire il diem, non sanno leggere la messaggistica, qualche volta vengono sfiorati dal dubbio ma si impappinano – e insomma, siccome anche questa è un’emergenza sociale, dedichiamo loro un post

  1. se una donna vi chiede dopo una cena di salire a casa a bere qualcosa, oppure, se una donna vi citofona con la pelliccia e nuda sotto per avere del sale, non dovrete appurare se ha davvero da bere o ha davvero bisogno di sale, perché il fatto che essa sta facendovi una proposta è acclarato, assodato, universale univoco. La donna infatti – almeno in italia – abita il vostro medesimo contesto sessista e quindi non invita nessuno a salire per parlare di geopolitica. Quindi, bevete qualcosa, datele il sale, e baciatela. Questo non vi proteggerà dal rischio ceffone, certamente, ma non perché avete frainteso, ma perché tra le tante praticanti della trombata volante, ci sono certe più confuse, certe con una situazione psicodinamica particolare – alle quali interessa dimostrarsi di essere trombabili più che esercitarsi nell’atto. Sono anzi – per misteriosi percorsi della psiche – molto contente di poter dire “ma che hai capito brutto screanzato “ per questione che speriamo sappiano i loro analisti. Io non credo che convenga somministrare il Roschrach prima di decidere se baciarla o meno – anche considerando che se è tutta gnuda prende freddo – e direi che è utile un certo garibaldino sprezzo del pericolo. Nella maggior parte dei casi sarete lietamente ripagati.

1bis. Questo vale anche per altre questioni tipo siete a una cena e una donna vi mette una mano sulla patta dei pantaloni, siete a un teatro e una donna si siede sulla patta dei vostri pantaloni, una donna ti dice ti prego prendimi sono tua.
Ha detto tua, no de Aldo. Vai tranquillo.

  1. La maggior parte delle donne che desiderano una relazione con un uomo, la desiderano anche perché ritengano che non sia un perfetto cretino e sperano perciò che sappia decodificare correttamente una serie di gesti che sono indicativi di interesse relazionale e trombatorio. Parimenti – ricordatevi di questa verità – in linea di massima una donna, non è un uomo – anche se si registrano delle eccezioni. Questo vuol dire che per esempio se essa volesse farvi intendere con lo sguardo che ha delle intenzioni lubriche – non vi fisserà a lungo insistentemente finché non le fate ciao con la mano, ma vi fisserà per dei brevi istanti per poi girarsi improvvisamente e cominciare a fare firulì firulà fischiettando distrattamente, oppure mettendosi del rossetto, o anche ridendo garrulamente con qualcuno. Se essa, come si dice a Roma, ogni tanto vi ciocca, ecco cercate di andarle incontro.
    Una inveterata strategia femmina che le femmine attuano – in alcune speciali circostanze molto fortunelle per esempio al mare al tramonto o a un dopo festa in cui si è rimasti in molto pochi – è che ne so di giocare distrattamente con i capelli, solleticarsi con sovrappensierume l’orecchio o il collo, ma come se fosse na cosa popo del tipo come so stanca, volevo dire una cosa aspè famme ricordà. Questa strategia è un antico retaggio del narcisismo femmino come lo aveva teorizzato Freud, ed esse lo fanno anche senza pensarci come a dire! Hai visto come mi trovo belloccia e mi occupo di me? Non te piacerebbe? Se mentre a un dopo party state stravaccatissimi su un divano parlando della crisi dell’euro saltando le vocali e una poveretta è dinnanzi a voi e si gratticchia insistentemente la clavicola, o ci sono delle zanzare o ha la scabbia, oppure vi sta mandando un messaggio erotico.
  2. Ma se voi avete un’età e siete nel girone esistenziale della gente che a. se fa un mazzo così b. ci ha la prole facile che di queste donne che indugino nel narcisismo primonovecentesco e anche in genere giovinetto non capitino più, per queste donne il know haw è un po’ perduto perché sono obnubilate dalla routine, si sono un po’ scordate, e possono risultare goffe. Certe per esempio, avrebbero tantissima voglia di mandare una messaggistica zuzzurellona, ma se voi non foste interessati sarebbero più tranquille, sono madri stanche, si sentono dei cessi, e l’idea di essere interessanti per qualcuno le manda in grandissima agitazione. Capisco che può essere fuorviante e rendere anche la prassi diciamo impervia, ma la donna che fracassa della roba al suolo, che cade per terra che inciampa che rompe dieci bicchieri che acciacca una macchina è emozionata. Interpretate queste calamità della donna nevrotica come una forma di rossore. Agite con spavalderia prussiana come conseguenza. Anche la donna che si informa pazientemente e richiedendo grande profluvio di informazioni su certe cose vostre tipo, il vostro super bizzarro e charming impiego al catasto, l’eroticissimo andamento della vostra squadra di calcio, la – davvero pregevole! archivistica delle brucole che avete nella vostra cassetta degli attrezzi, ecco, calcolate che probabilmente quella donna non è che è eclettica, sta semplicemente facendo del suo meglio per avere una vostra mano sul proprio deretano.

4. Infine Quando lei dice no vuol dire si è un convincimento che ha generato svariati e sgradevoli fraintendimenti, perché in generale le donne parlano la vostra stessa lingua e se una vole di si è si. Ne consegue che se ponete una domanda graziuosa ad alto tasso lubrico trombista ed ella risponde di si, non abbiate dubbi. Sta dicendo di si. Se invece dice no – nel buon settanta per cento dei casi è in effetti no. Ma esiste un trenta per cento di casi in cui vi sono delle possibilità. Ora questo non vuol dire che dovete zompaje addosso illico et immediater ma considerate anche che esiste un certo tipo di donne che funzionano come gli psicofarmaci a lento rilascio – esse indugiano, tergiversano, centellinano perché vogliono addivenire a un processo duraturo, non come dire arrisolvere la questione in due balletti. Ossia, esse preferiscono garantirsi un pacchetto cospiquo do botterelle che una sola botta e via, ecco perché dicono no, ma intendono si. Aiuta molto in questi casi, decodificare attentamente certi sottilissimi messaggi sia verbali che non verbali. Se lei dice ma che cojoni, ma come ti permetti – e indugia in certi comportamenti non verbali, tipo darvi uno schiaffo, ecco in quel caso no è no. Anche certi scuotimenti di testa irti di riprovazione, sono presaghi di sventura e pure certi movimenti della bocca a metà de me se è rotta la lavatrice e li mortè domani me tocca svejamme presto, non promettono niente di buono. Invece quelle cose tipo nu nun fare così nu, intervallate da moti ridarelli e ruotamenti pupilli possono preludere al meglio – sempre che abbiate l’accortezza di non calarvi i pantaloni così sic et simpliciter. Dovete insomma saper attendere.

Io spero di aver fatto il possibile, ma confido indubbiamente anche nei commenti

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23 pensieri su “Emergenza sociale 2/dedicato all’uomo sessualmente distratto

  1. M’hai rallegrato la giornata. Attendo speranzosa commenti maschili mentre lascio un nanetto di un amico – anche lui fortunato padre et marito oggi. Lui era bello – tutte le mie amiche mi tampivano per averlo a pranzo/a cena/ e si sottoponevano persino alla tortura dei suoi primi concerti di musica contemporanea. Evento cui noi famigli non ci potevamo sottrarre ma di per sé – se praticato da femmine digiune di musiche di ogni tipo era indicativo di interesse non musicale ma trombizio, più o meno di lungo periodo. E lui niente: era covinto d’essere brutto e incartava ste poarette con lunghi discorsi sull’armonia musica e quelle me chiamavano – Ma che dice? Secondo te je piaccio . Alcune di loro, grazie a lui, sono approdate a carriere musicali e/o musicologa. Lui ha sposato la donna che gli disse “Non capisco niente di musica. Ho un altro mestiere. Tu mi piace, e basta”. La donna veniva da una lungissima permanenza a New York e forse era più decisa e/o scafata delle altre.

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  2. A me è successo che una mi chiedesse se volevo salire a casa sua per bere qualcosa e al mio si immediato, mi ha detto che avevo la faccia di bronzo, che avrei potuto sforzami di far finta di pensarci su. Questo per dirti che c’è un limite al rimbabambimento maschile, Quella con la pelliccia e sotto nuda invece mi manca, ma la decodificazione non mi pare ardua. Per tutto il resto anche il maschio più attento non percepisce alcuni messaggi, tipo che incontri tipe che non vedi da 20 anni e ti dicono di averti fatto il filo ma tu non l’hai mai capito, e ti verrebbe voglia di martellarti i maroni. Sarà così sempre, soprattutto se la tipa ti piace molto.

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  3. Quindi questa caratteristica dell’omo che mi ha sempre fatta impazzire ha un nome: la sèppola! A me il tipo che descrivi però non è mai capitato, nel senso che hanno sempre capito tutti tutto subito – si vede che sono trasparente. Se posso permettermi: uno dei tuoi post migliori.

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  4. I commenti maschili, forse, sono meno utili di quanto si possa immaginare. Nell ‘articolo di Costanza esistono svariati inviti alla pratica del revisionismo autobiografico. Ma si sa. la memorialistica non è Storia. . A me è venuto spontaneo andare indietro nel tempo – molto indietro – e cercare il ricordo di grattatine sulla clavicola all’epoca sottovalutate. Di occasioni perse ne avevo contezza, ma la realtà è che ero di coccissimo.
    Mi ha colpito la parte del no=no contrapposto a quella del no=sì, in relazione all’aspettativa del duraturo e conseguente scoraggiamento dell’effimero. Ricordo le mie percezioni, probabilmente corrette, di situazioni di tal fatta, specie collegate al periodo in cui ero single ma non più ragazzino, guadagnavo bene, avevo casa mia, stazzavo 20 kg di meno e in più avevo la faccia da bravo ragazzo . La sola idea che l’aspettativa reale fosse la legalizzazione del duraturo aveva un effetto smosciante, anche di fronte a smaccata avvenenza, e tale da ispirare fughe precipitose. In quel caso l’essere de coccio , condizione naturale, era volutamente amplificata da un pieno calarsi nella parte di chi è de coccio. Actor’s studio, insomma.

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  5. Secondo me vale la pena avere una storia con qualcuno solo se scatta un’attrazione reciproca. In questo caso le comunicazioni verbali e non verbali sono armoniose e univoche e non si rischia un rifiuto che é sempre deleterio per la propria autostima.

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  6. Vorrei una disamina più approfondita dell’amico tuo: per capire se ha voluto raccontartela in quel modo per suggerirti altro. Vogliamo parlare dei segnali che alcuni uomini mandano ad alcune donne? Chissà quale sorpresa: “vedi te cosa mi stava dicendo, altro che ‘de coccio'” 🙂

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  7. un pronto soccorso sociale fondamentale: molto apprezzabile anche la casistica estesa per vari range di età… di qui poi ad approdare a una “spavalderia prussiana” certo ne passa, ma intanto si possono fare passi avanti! grazie

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  8. Questo vademecum sarebbe servito tanto tempo fa, tipo venticinque anni. Adesso serve soltanto a fare il conto delle probabili occasioni sprecate e a darsi manate in faccia. Sei hai ragione, e non ne dubito, mi sono perso diverse trombate volanti. Pazienza, sarà per la prossima vita.

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  9. 1) Bellissimo. A quando uno spesso tomo di roba così?
    2) Mi so’ persa il figaccione. Chi era??? Ah però per me la seppola è anticoncezionale.
    3) Mi rendo conto che suona tanto ciociaro ma si dice ‘brugola’. 🙂

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  10. In quanto campione mondiale del malinteso (mozione speciale per sistematica non rilevanza dei segnali positivi esistenti e creazione erronea degli stessi ove mancano), ti ringrazio e ti invito ad approfondire 🙂

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  11. Mah, a me di trombate volanti già me ne sono capitate poche ma poche davvero, perché (sarà per la faccia, sarà per l’imbranataggine, non lo so) a me si appalesavano solo quelle del tipo due, quelle “trombiamo sì ma solo se facciamo coppia”; e poi non è che non trombassero di volo, ma evidentemente le acrobazie preferivano farle con qualcun altro. Insomma, a questo stato di cose già di per sé deprimente si sommava il fatto che io, in quanto geneticamente tonto, ero incline a performance tipo quelle del tuo amico. E quando finalmente mi ero sciolto, vivevo da solo ed ero un fichissimo (lo posso dire di quei tempi là) single in carriera, sarà durata sì e no un paio d’anni e ti vado a incontrare l’amore della mia vita. Quando si dice la sfiga… non poteva arrivare un sei – sette anni dopo, mia moglie? Sempre lei, ma dopo…

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  12. Ah, devo dire che anch’ io fui invitato così come il tuo amico seppolo. Ma io avevo capito tutto e le intenzioni mi erano chiare.
    Così ho bevuto, poi ho fumato, non proprio tabacco, eppoi…ecco, ho pensato che una seconda bevuta ci stava, poi ne ho fumata un’altra, poi ancora un goccio…poi mi sono risvegliato il giorno dopo.
    Lei dormiva ancora, e mi pareva di ricordare che il suo avvicinamento alla trombata avesse seguito un percorso simile al mio.
    Andai a casa e ci incontrammo nel pomeriggio, ancora oggi nessuno dei due si ricorda se effettivamente successe qualcosa oppure no, ma probabilmente si. 😀

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  13. “donna che funziona come gli psicofarmaci a lento rilascio” potrebbe essere la mia biografia. Grazie per aver scritto la versione maschile di quel tuo primo post sui sessualmente distratti (che a suo tempo avevo commentato di là). Qui mi limito ad aggiungere: è sempre un piacere leggere i tuoi post.

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  14. Con una mia ex andò proprio come al tuo amico universitario, solo un po’ meno romantico. Andammo a cena, la riaccompagnai a casa e mi invitò a salire. Una volta su, in ossequio alla chiarezza, allungò una gamba e la posò sulle mie, mentre io stavo diligentemente seduto su una seggiola. Io non chiesi che ore fossero, però insomma ci fu un po’ di trambusto e alla fine contemplando vestiti sparsi e bicchieri rovesciati disse a se stessa: “hai voluto l’amante passionale…” Dopo quell’esperienza cominciai a apprezzare l’espressione “s’è fatta ‘na certa”.

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  15. Ma il problema non sono quelle certe, le donne che sanno cosa vogliono e ne sono consapevoli. Ribaltando la questione si diventa a volte incerti anche di “segni inequivocabili” grazie a “la femmina confusa” le cui ragioni del comportamento conoscerà il suo analista”. E poi arrivi a pensare pure delle cazzate del tipo “ma se ci provo le mancherò di rispetto”. Cazzo è cosa che sedimenta. Io sta cagata la pensavo a 17 anni. Un mio amico alla veneranda età di 32 anni ancora lo pensava nei confronti della moglie. Al che la gentil donzella ebbe da spiegare lui, e in modo molto empirico, che le avrebbe mancato, e tanto, di rispetto qualora non ci avesse “provato”…

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  16. Veramente un vademecum fondamentale…vale anche in versione femminile e in questo caso essere di coccio ti conduce a situazioni non piacevolissime, tipo lui nudo e tu “ma non stavamo parlando della Roma?” o anche sposati con prole e ancora ti chiedi se gli piaci davvero.

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  17. Questo tuo amico non era di coccio ma deficiente. Passi per il primo fraintendimento, ma raccontarlo con tale candore a te è inverosimile. I tuoi consigli sono simpatici ma impraticabili perché la libido non è circoscrivibile, infatti quando la cosa funziona , funziona e basta. Ma tu che discetti di cose intime e private con professionalità non sei gelosa della tua intimità?

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