La passione è un diritto

 

Queste suorine alla deriva della vita, che approdano negli ospedali come portate dal mare, deposte sul bagnasciuga davanti a una spiaggia confusa e intollerante, i medici col camice bianco, i pazienti intrisi di colore e di cinismo, gli alti lai di chi è vecchio alla vita. Il volto incorniciato in una sospensione di tela e quella recita di aria innocente, ignorante, nata da poco, accompagnate da sorelle di sventura e protezione. Ho mal di pancia dicono.
E fanno un bambino.

E intorno alle suorine che fanno un bambino, tutto uno starnazzar di complessi di superiorità, tutto un frinire di saputi del mondo, ridere della presunta ignoranza, ridere dell’impavida ipocrisia, rivalersi sull’anello più debole della catena più forte. L’immacolata concezione, la vergine delle rocce, il ritorno dell’arcangelo Gabriele.
Che grandi e piacevoli risate! Che sottili e agili sentenze – noantri che ce ne stiamo qua sulla spiaggia a giudicare, colle gambe libere  stese sul mare.

Ma forse, queste donne che dolgono e recitano un’aria smarrita, hanno rughe di una vita nascosta che sfugge. Alcune rapite di una vocazione a noi preclusa, altre scappate dai morsi della fame, certe consegnate da un padre troppo pigro per amarle, certe come setacciate nel deserto, come raccolte a casaccio in un prato, si sono poi trovate un uomo tra le gambe, che tanto spesso non ha chiesto il permesso, che ha fatto il suo comodo il tempo di un lampo e di un abuso, la golosità di una profanazione, come il sorso di qualcosa di cui non si sente il sapore.
Altre io spero sempre che abbiano amato. Che la carne abbia regalato una vita di riserva negli interstizi del convento. Sogno per loro una malizia di ritorno, un erotismo di emergenza, un refolo di vento e nelle segrete dell’orto.
Sogno la carta che ribalta il gioco. 

Certe questi bambini che fanno con una finta sorpresa, causata da una indegna necessità, che fa sentire tutti più intelligenti e qualcuno molto disperato, li abbandonano. Non torneranno in convento, ma non saranno madri e chi sa quanto saranno donne. Certe vincono una vita di riserva, si tolgono l’abito tra mille tentennamenti e mille esitazioni, lo piegano con cura, stringono il crocifisso e vanno nel mondo. Una mi ricordo, il bambino lo riprese.

Credo che dovremmo stare a sentire.

(Per es. questo)

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