Un ricordo per il 27

Soltanto col tempo avrei capito quanto fossimo bellissimi in quei nostri vent’anni incrociati per lusso – tutto quel futuro nel corpo fino a farlo scintillare. L’eleganza della sciatteria sulla pelle ancora di smalto, i capelli setosi nel sole di inverno, la vezzosa incertezza della gioventù.
Il sudamericano povero e l’ebrea ricca. L’esilio e il privilegio. Le scarpe rotte e le scarpe belle, la storia sulle spalle e nelle ossa. Di notte la Germania era piena di neve e leggerezza, si camminava dolcemente negli alberi pieni di sonno, i passi si spegnevano con tatto, e tutto pareva dalla tua parte.

Eravamo amici, per quanto satelliti di cosmogonie lontane. lui era giovane come io non ero né sarei mai stata, lui si doveva arrampicare nei giorni in modi che mi erano e mi sarebbero stati risparmiati. Qualche volta aveva rubato, qualche altra aveva sniffato – i suoi amici avevano negli occhi un sorriso e un disincanto che stregavano, che odoravano di vita moltiplicata.
Bevevano mate rincorrendo i loro padri e la loro fermezza, si accarezzavano barbe scure e menti aguzzi, buttavano la testa indietro. 

Io ero li, narcisista solitaria e innocua- a cercare le radici nelle biblioteche, a capire la questione dei rischi passati e dei rischi futuri, a fare pace per interposta persona, con un mondo che aveva tradito senza ritegno alcuno, famiglie di studiosi che sui libri tedeschi avevano cominciato a pensare, che con la musica tedesca avevano addormento i figli o si erano addirittura sposati o avevano pianto un morto. Io ero li, a farmi bella di una missione sgradevole, e il mio amico sudamericano mi faceva sentir al sicuro.
Eravamo amici, ed eravamo bellissimi, perché accarezzavamo con affetto l’uno la storia dell’altro, e ne avevamo cura e rispetto, e ci ascoltavamo l’un l’altro raccontare i nostri nonni lontani, i nostri buoni e i nostri cattivi, e in quelle serate tedesche di neve e gentilezza ci regalavamo il silenzio e lo scandalo sodale, e questo ci proteggeva da tutto. 

E certe volte andavamo al discount, compravamo biscotti a basso costo, vini indecorosi, contavamo gli spiccioli con calma e precisione, e il mio amico sudamericano diceva ridendo – ebraismo e terzo mondo che combinazione impossibile! – e ridevamo forte, noi che potevamo.

E il giorno della memoria io vi auguro un’amicizia così.

Advertisements

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...