Se ne è andato Nicolao Merker

Mancavano poche settimane alle discussione della mia tesi di laurea in filosofia, due forse tre, e dalla segreteria mi chiamarono per dirmi che mancava uno statino, ossia un certificato di un esame sostenuto, e bisognava ritrovarlo se no non mi sarei potuta laureare. Ma io ero convinta di averli lasciati tutti gli Statini, ma certo, contati e ricontati, consegnati alla segreteria e litigai moltissimo con le segretarie, questa burocrazia lenta e disordinata, questi uffici che odoravano di provincia dell’impero. Segretarie svogliate segretarie pigre segretarie disordinate che ci mettete nei pasticci. E le segretarie mi risposero a tono e mi dissero che dovevo risolvermi il problema.

Allora chiamai il professore, la supplico professore queste segretarie del cavolo, si sono perse il mio statino professore cazzarola! Scusi se la disturbo davvero! Si ricorda la seconda annualità del suo esame? Eh si ricorda? Era due anni fa prof!
Signorina Jesurum ritorni fra una settimana che adesso controllo un po’ tutto.

Signorina Jesurum! Ho risolto. Vediamoci alla Sapienza alle 11’00. E andiamo insieme in segreteria a parlare con le segretarie.
E io mi sentii orgogliosissima, e andai all’appuntamento. Era anziano, già vicino alla pensione, ma veramente ancora bellissimo, e spesso tra studentesse avevamo riso in modo un po’ politicamente scorretto su questa elegante bellezza, gli occhi blu di un blu speciale, la pelle abbronzata e la sahariana, il corpo sottile e il naso importante. Parlava sempre pianissimo – non potevi non appuntarti tutto quello che diceva con estrema chiarezza e imparare tutto e capire tutto perché lui parlava lentissimo e scanditamente e tu imparavi per forza ogni cosa – e noi pensavamo oddio bello si, ma te lo immagini a letto o a cena che palle! Due ore! 
E ora era vicino a me, bello e prestigioso, con la borsa piena zeppa di cosa sofisticate da sapere, e mi diceva un po’ più lesto.
Sa signorina, ho guardato per bene tutto quanto, i vecchi esami, i registri. E mi sono ricordato di lei! Fece davvero un bell’esame! 30 si! Ha ragione, solo che non ritirò lo statino, disse, guardi, torno la settimana prossima – non poteva ritirarlo per non so quale motivo, ah no ecco! non aveva il documento! e non è tornata signorina eh.Sparita
Cazzo.

Cazzo.
Signorina adesso dobbiamo andare in segreteria per portare lo Statino che ho io e che lei ha abbandonato. Lei ha trattato male le segretarie mi sa. Vero?
Ehm

E andammo in segreteria, e il profesor Merker chiese molto scusa, da parte mia e sua, alle segretarie. Disse che sapeva che lavoravano tanto, che sapeva che tutto era sulle loro spalle. Ma non fu affatto teatrale, e capii che c’erano state altre occasioni sindacali forse, professionali, chi sa, in cui il professor Merker aveva difeso le segretarie dal basso e dall’alto. Mi sentii sprofondare. 
E mi dispiace tantissimo non averlo ringraziato abbastanza, di quella lezione, di cosa voglia dire esattamente Marx e sinistra, e non essere tornata a salutarlo.

Advertisements

5 pensieri su “Se ne è andato Nicolao Merker

  1. Bel ricordo, Costanza, apprendo ora e da questo tuo post della sua scomparsa. Fu il mio correlatore quando mi laureai. Era buffo, sì, potevi scrivere ogni singola parola. Mi ricordo ancora quando spiegò il concetto di robinsonate e come congiungeva i polpastrelli mentre parlava, staccando per bene una parola dall’altra, coi gomiti appoggiati al tavolo e quello schioccare delle labbra, spesso, nelle pause, da fumatore di pipa.

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...