Limes

 

(Sa probabilmente di avere già gli occhi liquidi e opachi che sono occhi di morto, occhi dove la vita non arriva più, oppure balugina a momenti, in lampi di stanchezza e di esasperazione, e qualche rara volto in qualcosa che è parente di un sorriso, ma che sorriso non è più.
Come mai sono ancora vivo, si dice per la verità, in cuor suo, in una lingua assorta che non passa più manco per la parola.

Le macchine certo, le macchine lo tengono di qua quando se ne sarebbe andato già di la, le sedie gli danno forma al corpo pure se vi scivolerebbe e i figli gli legano il busto con vecchie sciarpe, per farlo mangiare. Altri lo fanno mangiare e bere, e gli danno medicine e lo guidano mentre fa resistenza.
Altri fino a poco prima, lo mettevano nel cono di luce nelle giornate di sole, mettevano della musica e si avvertiva un po’ di benessere. I raggi sulla pelle di tartaruga delle mani.

I peccati gli stanno sul fondo addormentati e inutili. Mai lo hanno riguardato poco come adesso, definitivamente estranei a qualcosa che sembra in tutto un nuovo tipo di infanzia, un ritorno alla verginità dell’intenzione e della possibilità. Non è più quello che si è sentito vigliacco, e neanche quello che ha tradito. E’ un animale vicino alla soglia, governato da vigori autonomi e indipendenti.
Chi lo guarda ogni tanto crede di indovinare un’estenuata insofferenza.

Ha sempre convissuto con una depressione tenace, maligna e pervasiva. Non le si è mai opposto, e ci ha anzi fatto una cuccia dentro di piccole fughe, di sprazzi di surreale, di tenace irriducibilità al mondo dei vivi – il quale vi è da dire, è lo stesso dei morti. Così come dunque ha resistito fluttuando in un secolo di eroismi e barbarie, amato tignosamente e giudicato aspramente, da verdetti, donne, figli, ora ristagna in questo limite doloroso, in preda a un cuore di acciaio e di altrai acciai ancora più forti, la dialisi, la flebo, la paura altrui della sua fine.

Troppo depresso e ritratto, troppo leggero, per fare come quel vecchio famoso e titanico, che dal letto di ospedale si strappò tutti i fili, e sovversivo ribadì per l’ultima volta il suo vigore. Altri caratteri e altri destini.Qui  c’è la lunga marea, che si ritrae dalla spiaggia bassa, per chilometri e chilometri di spuma e di onda, fino all’esaurimento.).

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3 pensieri su “Limes

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