Piccole truffe di doloroso occidentalismo

(Per un certo periodo ho accettato su Facebook le richieste di amicizia di fantomatici militari americani o affini, mi sono molto divertita e ne ho fatto uno studio personale. Eccolo qua, nella versione integrale. Se vorreste invece leggerne una versione relativamente più corta, potete godervi l’articolo che è uscito su Marie Claire di novembre. In ogni caso, buona lettura)

Peter Ronald è un ufficiale dell’esercito americano, appare come un uomo deciso, di una certa età un po’ sovrappeso, ma come dire nel ruolo, nelle tre foto che appaiono nel suo profilo Facebook. Mi chiede il contatto e mi dice in un inglese approssimativo, che è militare dell’esercito americano, in missione di pace in Afghanistan, che è vedovo con una figlia. Fondamentalmente mi contatta perché cerca l’amore, e pensa di trovarlo con me dice, in base alla mia bellezza sfolgorante.

Medesimi propositi e giudizi estetici condivide Paul Brown anche lui militare dell’esercito e pur esso vedovo però stanziale in Corea, dove si trova a controllare nebulose questioni atomiche. Anche l’inglese di Paul è piuttosto creativo, e se è possibile riguardo le sue attività in Corea è ancora più evasivo. In compenso è bastata la mia foto di signora quarantenne poco celatamente sovrappeso, castana e con gli occhiali a farlo innamorare perdutamente di me.
Ma ci sono anche Eric, e Donald. Ammiragli di flotte navali, anche loro innamorati di me, tutti poveri vedovi, che cercano moglie e chiedono credenziali: sei sposata? Hai bambini? Vivono con te? Si? No? E bisogna dire che, siccome amor vincit omnia, che io risponda di essere sposata o meno è assolutamente irrilevante, come risulta altrettanto irrilevante che io risponda sono artigiana del legno oppure, faccio la psicoanalista e la scrittrice, collaboro con dei giornali. John Eric e Donald quasi tutti seguiranno imperterriti il loro copione amoroso, senza apporre alcuna variazione. Ti amo, voglio fare per te tutto quello che vuoi. Voglio vivere con te il resto della mia vita.

Comprami un clinica residenziale per il trattamento dei disturbi bipolari – ho detto io, che soffro tanto del ritiro del pubblico dall’investimento nella salute mentale.

Certo – mi ha detto John, senza fare una piega, te la compro – per te tutto!

 

Quella volta, per un’ora mi sono beata del fatto che John mi comprasse la clinica dei disturbi bipolari, ma a stretto giro è arrivata la doccia fredda. Infatti pare che la banca di John non liberasse certi suoi fondi liquidi e avesse bisogno di avere una garanzia. Devi scrivere tu alla banca! – Mi ha detto John – scrivi che ti servono i soldi! Ah ok buona idea, a chi scrivo? Scrivi a Deutschbank@yahoo.com .

Io, che sostanzialmente avevo già in mente questo articolo l’ho fatto, e come era presumibile mi ha risposto qualcuno, probabilmente il solito John, che diceva – guarda non li possiamo liberare questi soldi.
Comunicato l’esito, il mio promesso sposo mi ha detto che non mi avrebbe potuto raggiungere, e che aveva bisogno di soldi, mannaggia. Non è che gli potevo alzare 5000 dollari? Da dare a quelli Della Deutsch Bank?
Li il nostro amore è finito.

Si tratta di una truffa che va per la maggiore da qualche anno, in diverse declinazioni, che passano tutte dai social network. Piccoli criminali, sparpagliati nel globo terraqueo, ma spesso nell’Africa orientale o nell’Europa dell’est, moltissimi in Nigeria e Ghana – probabilmente eterodiretti, sfruttano identità fittizie appartenenti a veri membri dell’esercito americano. E’ una truffa conveniente perché non ha costi vivi come si dice nelle aziende, perché per quanto dalle mail si possa anche rintracciare l’ip, o la storia della creazione dell’indirizzo, nove volte su dieci si approda a un internet caffè, ma non a un nominativo reale, e quand’anche ciò accadesse, e si riuscisse a capire chi è il reale autore del raggiro, quello sarebbe sottoposto alla giustizia del paese in cui opera. Certo, c’è stato il caso due anni fa di due signore del Colorado madre e figlia, 63 e 42 anni che nel 2013 erano riuscite a incassare svariate centinaia di migliaia di dollari, di cui però avrebbero trattenuto solo il dieci per cento, per poi inviare denaro al altre destinazioni – soprattutto nord Africa. In effetti, un numero impressionante di volte la truffa ha dato risultati elettrizzanti. Una donna inglese pare abbia sborsato 60’000 sterline nel 2011, e molte molte donne si sono lamentate con l’esercito americano chiedendo un risarcimento. La questione avviene talmente frequentemente che attualmente il sito dell’esercito ha una pagina ad essa dedicata in cui declina ogni responsabilità, e parimenti da un po’ di consigli di base per aiutare le donne a non caderci.

Questi militari americani hanno profili molto spogli e spesso poco usati. Non hanno contatti,   le poche foto che postano non sono state laikate da nessuno, e non scrivono niente sui loro profili. La loro tecnica di abbordaggio, salvo rarissimi casi, prevede un copione in cui si chiede età, stato civile, se ci sono figli, se una lavora. Ottenute queste informazioni anche con uno scambio piuttosto asciutto, il milite dichiara il suo stato civile – in prima battuta sono sempre vedovi – e di essere anche molto innamorato della bellezza che ha visto in foto, per cui vuole cominciare una relazione e se è il caso sposarsi. Tutto è di una brevità surreale – solo alcune volte, si verifica una variabile un po’ più decorata che inneggia alla bellezza e gentilezza e devozione della donna corteggiata. Ma anche questo secondo corteggiamento, prescinde dal qualsiasi caratteristica della sua persona e ha qualcosa di preconfezionato – le foto del profilo sono comunque ignorate. Segue un periodo piuttosto breve di corteggiamento e narrazione – che può riservare momenti di buon intrattenimento e dura un due o tre giorni. I militari americani sono tutti in zone esotiche come l’Afghanistan, la Siria, e possono succedere delle cose emozionanti, il capitano Paul per esempio mi ha mandato la foto di un suo soldato maciullato nel pomeriggio – intravedendo in me segni di incredulità. Altri indugiano in momenti narrativi come l’ammiraglio Eric, che vorrebbe lasciare la marina canadese per darsi al commercio del petrolio, però purtroppo mentre era a largo dell’oceano indiano sono arrivati i Pirati, e dal suo smartphone mi ha scritto che è in grande difficoltà perché gli stanno prendendo tutti i risparmi – una storia, effettivamente deliziosa. Mi ha chiesto quindi, se poteva recapitarmi 500’000 sterline in contanti a casa – opzione che io ho considerato azzardata.
Questa comunque è la fase cruciale della cosa: si chiede di ricevere dei soldi per mascherare la truffa che arriverà poco, dopo con una seconda richiesta.

Colpiscono delle cose. Per esempio il fatto che l’inglese è spesso pieno di errori, e che la conoscenza della rete sembra essere piuttosto sommaria, anche dello stesso mezzo facebook. E questo è affascinante, perché siccome la truffa spesso riesce, da delle indicazioni anche sul tipo di donna che vi cade più facilmente: qualcuna che non sa usare i social allo stesso modo, che ne ignora la loro intrinseca natura sociale. Una donna che non si insospettisce se uno ci ha un profilo senza amici e senza relazioni e che inoltre ha un’idea delle grandi istituzioni piuttosto grossolana.
Scrivi a Deutschbank@yahoo.com!

E ancora. Lo stilema relazionale dell’abbordaggio di questi truffatori, prescinde a piè pari dell’identità dell’interlocutrice, salvo qualche raro caso come l’ammiraglio Eric – di gran lunga il più talentuoso, che avendo saputo che sono psicoterapeuta mi ha raccontato di essere figlio di un padre alcolizzato e abusante, e che è cresciuto leggendo manuali di auto aiuto – un’allusione questa forse, al titolo del mio ultimo libro.
Altrimenti arrivano domande come – qual è il tuo hobby e il tuo colore preferito? Dopo di che a testimonianza delle loro serie intenzioni mandano foto di un gusto raccapricciante – cuori contornati di spine, anelli di diamanti stilizzati, e foto di maschi e femmine che si corteggiano e si baciano. Queste cose, insieme alla frequenza con cui ritorna nei dialoghi con loro Dio, l’importanza di una donna timorata di Dio, religiosa e attenta, “onesta” confermano il sospetto secondo cui si tratti di persone per lo più africane, lontane dalla cultura occidentale, che non la masticano e non la capiscono – la idealizzano la stilizzano in un’immagine loro. Mi ha colpito per esempio constatare come il copione seduttivo, non cambiasse di una virgola nei casi in cui io ho dato informazioni reali sul mio curriculum, come se il fatto che io scriva libri, collabori con giornali, faccia la psicoterapeuta non aggiungesse niente – come se questa variabile sociologica fosse per molti non includibile nel panorama, non implicasse variazioni di piano. Anche quando ho esternato tutto il mio cotè intellettuale, o cinico , invariabilmente mi è stato recapitata l’immagine di un signore in ginocchio che porge dei fiori a una damina, e poi un messaggio di gioia per aver trovato una donna gentile e timorata di Dio.

In tutto quindi si tratta di un tentativo di simulazione di relazione tra soggetti competenti occidentali, che si muovono però in un occidente stereotipico e immaginato e poco dominato una sorta di Occidentalismo. Se sull’Oriente del nostro mondo intellettuale Edward Said metteva l’esotismo, la seduzione erotica, il magico e il misterico, lo strano – il lunare e il femminile del mondo, i finti militari finti americani sono gli araldi di un immaginario testosteronico e avventuroso, ma anche vecchio e potente: sono scelti profili di generali over 50 qualche volta anche over 60, quasi mai con un fisico atletico e un bell’aspetto, pancia invece e capelli bianchi, che più spesso emanano un’idea di potere incarnata dal superiore del protagonista nei film di guerra, mai dal protagonista bello. Sono l’incarnazione dell’Occidente che ancora solca i mari del mondo, combatte le guerre, conquista il territorio, e che a sua volta corteggia un femminile archetipico e remoto, secondo un’idea della dama bianca che ricalca immaginari di culture ancora rurali, e dove vige ancora una forte discriminazione di genere. Lei sarà contenta perché definita pura, virtuosa, gentile, modesta, e per qualsiasi dama, secondo l’immaginario occidentalista, però permeato di oriente, lei sarà contenta. Si sentirà gratificata. Tutto è estremamente archetipico e poco codificato sul piano dell’io, poco individualizzato – tutto si gioca sul piano dell’uomo e della donna immaginari, che sul piano dell’uomo e della donna reali, diversi l’uno dall’altra. Il che nel nostro contesto comunicativo procura un oggettivo effetto straniante e comico. Come quando questi corteggiatori inviano le foto di due ragazzi che si baciano sulla spiaggia, come a dimostrare l’intenzione baciatoria e romantica. Una donna moderatamente sana dice: scusa è, ma a me di questi che mi frega?

E le donne che ci cadono?
Spesso sono donne single, e spesso di ceto sociale mediobasso, o comunque con pochi strumenti per decodificare le proposte on line. Più frequentemente divorziate, o mai sposate, il desiderio di relazione deve far loro abbassare molto le difese e un livello di autostima molto basso deve far loro accogliere quei generici complimenti come qualcosa di autentico e credibile, desiderato. Alla percezione di se come poco differenziata deve corrispondere quel corteggiamento poco curato, deve risultare riempitivo e soddisfacente. Ma sicuramente devono essere anche donne molto povere di strumenti culturali per non riuscire a decodificare per tempo segni lampanti di raggiro, perché le storie raccontate sono incredibili e poco aderenti la realtà. L’ammiraglio Eric per esempio voleva mandarmi per posta, 500’000 sterline in contanti – Roba che manco 007 Dalla Russia con Amore. All’Ammiraglio Eric ho dato allora un indirizzo fittizio e lui hai dichiarato di aver mandato li i soldi. Di li a poco mi è arrivata la ricevuta di una presunta ditta di trasporti che mi chiedeva di sganciare 1700 euro per avere il pacco dell’ammiraglio.
La ditta di trasporti mi scriveva in un italiano pieno di errori, diceva di aver ricevuto un pacco “dall’oceano indiano” da parte di mio marito Eric (sic) e tutto era qualcosa di più simile al monopoli dei miei bambini che a un traffico internazionale. Donne quindi che non hanno strumenti culturali a sufficienza per discriminare tra gioco e realtà laddove le stimmate del gioco sono lampanti.

Si tratta dunque di un curioso fenomeno ellittico, una scarsa conoscenza del mondo e della rete dal sul del mondo parte alla volta della rapina del nord del mondo – la dama bianca! – intrecciandosi in forme di ignoranza che gli osno omogenee. Dietro c’è il sapore di una dolorosa rivalsa segreta. Tutti i militari a cui ho rivelato alla fine che non ho mai creduto a niente di quello che mi avessero detto, che non solo ero davvero felicemente sposata con figli ma anche proprio interessata alla comprensione scientifica della questione, mi hanno coperta di terribili insulti, qualcuno però mi ha detto – devi stare attenta, un giorno conoscerai questo buco del culo del mondo, e allora vedrai.

 

 

 

 

 

 

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4 pensieri su “Piccole truffe di doloroso occidentalismo

  1. Fenomeno interessante. Io ho avuto solo l’esperienza di una ragazza francese, volontaria in centrafrica, che voleva acquistare il pianoforte che vendevo per portarlo ai ragazzini di cui si occupava. Devo dire che la cosa mi fece inizialmente piacere se non fosse stato per la richiesta di una somma esagerata per trasferire il denaro del pagamento per via di una fantomatioca legge che regolava le transazioni africane. Mi fece scrivere persino dal “presidente” della Bank Of Africa. Naturalmente era una truffa.

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  2. fin da bambina,mia Nonna mi diceva di non fidarmi mai di nessuno,e con questa concezione ho vissuto,sempre;finché nell’età adulta compii uno sforzo/lavoro per modificarmi,perché non è bello vivere scrutando il prossimo con circospezione indagante alla ricerca di chissà quali nefandezze. Comunque sono sempre molto cauta,quello mi è rimasto.
    O.T.- mio fratello invalido psichiatrico 100% frequentava da anni il CPS che lo impegnavano in varie attività socializzanti:da quest’anno,niente più.Di quattro attività ne è rimasta una sola.Una sola volta alla settimana.

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  3. Sto leggendo ‘Americanah’ di Adichie e una delle cose che mi hanno colpito è che, nella seconda metà del libro, si menziona en passant un conoscente della protagonista che si è arricchito tramite truffe portate avanti a Londra, cosa che gli ha consentito di avere sostanziosi fondi sul suo conto corrente nigeriano. Il sospetto è che truffatori di questo tipo siano tutt’altro che rari e che, come scrivi tu, possano avere un inaspettato successo.
    Un tipo di truffa ben piu’ pericolosa che si sta diffondendo è quella delle proposte di lavoro dall’estero, molto piu’ insidiose e meglio congegnate. Conosco il problema perché un mio amico è stato una quasi vittima (per fortuna se ne è tirato fuori in tempo) – un truffatore ha aperto un finto profilo LinkedIn impersonando un *vero* impiegato di un’agenzia di lavoro londinese e proponendo una lavoro vantaggiosissimo da consierge in un albergo di lusso (anch’esso riealmente esistente – solo i numeri di telefono non combaciavano). Sono scattati colloqui telefonici e al mio amico hanno detto che era “assunto” e gli hanno mandato da firmare il contratto. Dopo un breve scambio di email pero’, gli è stato chiesto di pagare un deposito di circa 1000 sterline sull’affitto di un appartamento all’interno dell’albergo stesso… Dopo una ricerca su internet, il numero di telefono che era stato fornito al mio amico come contatto è risultato essere diverso da quello del presunto albergo che lo aveva “assunto”. Ovviamente, alla richiesta di pagamento, il mio amico ha mangiato la foglia ed ha troncato i contatti (peraltro le forze dell’ordine hanno rifiutato la denuncia in quanto la truffa NON era andata a buon fine…).
    Il mio amico in quel periodo era disoccupato ma un’altra persona avrebbe potuto rischiare di licenziarsi dopo aver firmato il “contratto”, rimanendo cosi’ fregata alla successiva richiesta di pagamento.
    Morale della favola, alcuni truffatori possono essere facili da individuare ma altri hanno le idee piu’ chiare (o se le fanno venire).

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