How to Disappear (incontrare il passato in un bar)

Per esempio si ricorda di quella volta in cui era uscita con uno, pessimo amante e neanche un grande amore, erano andati al cinema, un’incursione in una visibilità proibita, ma lei non lo sapeva, e lui si era guardato intorno, ma velocissimo e impercettibile, e l’aveva baciata. Un bacio di dovere sociale, un bacio come l’insalata al ristorante che si prende di contorno, e si dice, scondita per favore.
A riposare il palato dalle passioni del pasto.

(Il fatto è che nel bar ora, c’è una canzone, e insieme tre ragazzi sui venti, il bar e la canzone, e i capelli biondi della ragazza come i suoi allora, le sue mani ossute come erano le sue, e quello con quel naso pronunciato pieno di se, e lei che si vede che muore dalla voglia di fare altro, parlano di cose molto raffinate invece di baciarsi, hanno sciarpe grigie, il terzo è annoiato.
– Il fatto è che ora al bar c’è il suo passato).

O quell’altra volta che vide il suo naso pronunciato preferito allontanarsi ridendo con un’altra, rotonda e decisa, carismatica e prosaica, e la canzone le ricorda più dell’amore – l’impotenza e una sorta di romantica compassione per se stessa. Quell’aver subito deciso di non poter chiedere niente, non poter dire niente di teatrale, di spiritoso, neanche offrire il volto o il corpo, rimanere ferma coll’anno che finisce addosso, l’estate alla porta, l’estate già nella vita e chi se la prende è quella sbagliata.

(Li guarda, si sente in colpa verso di loro per la tenerezza che prova, i versi di precoce saggezza che indossano, il profluvio di indicativi nel mostrarsi scettici, parlano sicuramente di libri, un modo che anche lei ha conosciuto per parlare di sesso. Ma non perdete tempo! Vorrebbe dire loro. Vorrebbe scuotere quello annoiato, quello che forse un pochino di cose se l’è chiarite. Vorrebbe accarezzare lei e incoraggiarla – la bionda che è stata bionda come è stata lei.
Ma si gira invece molto rapidamente, pure quando tocchi il tuo passato finisci con l’essere quello che sei ora – una madre. )

Beve il caffè e esce, si ricorda pure di quando abbandonava il branco, abbandonava gli spasimi e le ruote di pavone, se ne andava sul prato dietro la facoltà si buttava per terra c’era sempre erba e fiori selvatici, si accorgeva che andava bene, che anzi aveva bisogno di un’area franca di solitudine, e quella li di allora è la stessa che apre la porta di vetro per andar via, e ne è sollevata.

 

 

 

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