Paesaggi interni

Quando saranno grandi, i più felici tra i nostri bambini saranno quelli che potranno parlare di prati, e disegnarli pieni di tenerezza, senza dover necessariamente invidiare quelli dei ricchi, sdraiati sulle vette del mondo, tra le ultime nubi e le ultime piogge.
I più fantasiosi dei nostri figli forse vi aggiungeranno certo tipo di rose spontanee ed estinte, i vulnerabili alla mitologia racconteranno di stelle alpine nel ventre dei teatri greci, questo mondo pieno di cerotti sarà nelle favole per i loro figli, pieno dei colori che noi, i loro genitori, già adesso prevalentemente sognamo. (Per quanto sia primavera.)

Anche per quel che riguarda il canto degli uccelli, la qualità dell’infanzia si discriminerà nel ricordo – falso ma assolutamente volenteroso – di aver percepito almeno una volta un usignolo, e anche il rumore della gazza ladra quando trova un pezzo di vetro, e una volta tu pensa nella notte, diranno queste madri e questi padri, s’era di notte ed era tutta un’orchestra di civette angosciate e gufi magici, noi uscivamo nella notte e forse potevamo vedere degli occhi gialli! Tu pensa.  (Ma quali occhi gialli. Qui per il momento, fioriscono i sorci, i gabbiani e le cornacchie. )

Saranno favole, queste che racconteranno i nostri figli una volta padri di altri figli, piene di grattacieli che fioriscono di terrazze, e soprattutto di spensierate gite fuori porta, su acque ancora molto azzurre. Quando ero piccolo io, diranno come sempre si fa, quando ero piccolo io l’acqua era trasparente e al mare in primavera era già caldo, ti arrotolavi i calzoni sulla riva e venivano certi pesci piccoli, a mangiarti le unghie. ( pesci ancora ce ne sono, grossi volgari e pieni di spine, persino nelle acque marroni dei fiumi urbani)

Gli infelici saranno invece,  quelli che non racconteranno menzogne. Il cielo era già acido nei loro giorni lontani, le pozzanghere flatulente, le case senza riparo, i sogni impietosi e senza rispetto. Quelli di loro con più talento però, riusciranno a inventare un’altra forma di bellezza, tenace, opaca, verde scura, come l’edera che s’arrampica sulle case che cadono – di questo in effetti si ricorderanno – e  come certe erbacce spinose e rigogliose con i loro fiori viola, che si sono sempre fatte strada, malgrado tutto.

 

(qui)

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2 pensieri su “Paesaggi interni

  1. Costanza che meraviglia! per l’immaginifico desiderio che mostra che la continuità ( vorrei scrivere ‘costanza’ ma meglio di no) del vivere di genitori e figli e figli e ancora nel tempo futuro prossimo venturo, di fronte ai fiori come figli

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