(Buon viaggio)

(Devo dirti che mi piacevi, per due cose due, tue proprie.
La prima era esibita nel ventre grande, e la pappagorgia, e tutto quell’armamentario di vecchio grasso e contento, uno stare al mondo assertivo e leale, un essere a buon diritto pieno di te, vivaddio e di chi se no in questo mondo di miserie. Tutto questo te dentro di te, doveva essere stato morbido e ingombrante, anche da portare negli altrove pure metaforicamente, tutto quel te non aveva niente di riducibile, non abdicava ad ipocrisie.
Maestro Camilleri, mi ricordo ti chiese una volta un povero giornalista: come era lei da bambino?
E te hai risposto, con moltissima calma – uno stronzo.

Uno stronzo hai spiegato, perché dicevi, eri viziato, indolente, dispotico e amatissimo, e questo saper dire “uno stronzo”, con quell’accento, del bambino che eri stato, uno che diceva sempre voglio, spiegavi, era una dichiarazione di poetica, e di etica. Una dichiarazione di lealtà e di trasparenza, qualcosa pure di cinico e antiretorico – niente scrittori maledetti, niente scrittori militanti, niente scrittori tormentati. nienti di nienti. Uno bravissimo a campare e a pensare per bene le cose.
Io di quel tono di voce, con cui hai risposto, di quella lucidità soave – ho fatto un manifesto esistenziale.

Certo ti sono stata grata perché ti sei inventato un linguaggio e un mondo, e sono due delle tre cose che chiedo a uno scrittore, e certo ora sono immalinconita ( “uno stronzo” – Non credo che tu permetta l’eccessivo cordoglio per una morte ad anni novantatrè, così mi hai insegnato, immalinconita però spero che me lo concedi) dicevo sono immalinconita per certi pomeriggi in cui ho abitato la tua Macondo sicula, una Macondo elegante e senza mafia, dove troneggiavano finalmente chiese bianche e ricciolute, e mareggiate mozzafiato. Io ci capivo un terzo della trama, devo confessarti, per gli intrecci sono sempre stata modesta, il giallo poi per sua natura mi affatica, ma mi mangiavo le parole, mi mangiavo questo siciliano reinventato, distante da quello reale, e adoravo questi siculi tuoi, caparbi pittoreschi e sensuali. Ma pure, devo dirti grazie per certi momenti di grande tragico, che la serie televisiva da te supervisionata, qualche volta è riuscita a rispettare ( volevo per esempio pure dirti grazie per un certo vecchio pescatore che Montalbano trova alla fine di un romanzo mi ricordassi quale, e questo vecchio pescatore ha ammazzato il proprio figlio, diventato intollerabilmente disonesto. E dice a Montalbano questo pescatore, una cosa come, cito a memoria, che i ricordi e le colpe sono come i pesci che rimangono nelle reti da pesca, dice una cosa così, volevo dirti grazie per quel pescatore li, la sua etica, il suo dolore, la sua rottura di un cliché, un piccino grande, come capita a volte nella Letteratura quelli li, i poemi omerici, il teatro greco, il Vecchio Testamento.)

Ma devo confessarti, che come dicevo sopra mi piacevi pure per un’altra cosa, che ora io dico con immenso affetto e gratitudine e boh. Te ci avevi del mestierante, dell’artigiano, ci avevi i trucchi e le pause teatrali, ci avevi quel modo di un certo tipo di autore, che usa la scrittura come una vecchia macchina, una cosa questa che capita di percepire più frequentemente negli scrittori di genere. Sono sicura che hai presente quel libro bellissimo che è la zia Julia e lo scribacchino di Vargas Llosa, e quel personaggio adorabile che è lo scribacchino, che ci ha i suoi stilemi e i suoi modi, e comincia i suoi romanzi sempre allo stesso modo.
Io ti indovinavo questa cosa qui degli stilemi, che però erano indubbiamente molto più belli e sofisticati, ti indovinavo il mestiere, il sapere artigiano, che quasi ti prescindeva, e mi ero alla lunga affezionata a questa cosa.  Questa cosa, il mestiere mi ha messo sullo sfondo la tua risposta alla terza domanda che faccio almeno io a uno scrittore, e che riguarda la sua visione del mondo la sua filosofia, per come emerge dalle cose che racconta. Ma mi ero affezionata a questo tuo incredibile mestiere, questo tuo saper fare. Forse, succede sempre quando ci si siede a lungo e frequentemente nei libri di uno scrittore, in ogni caso grazie grazie grazie. )

 

Buon viaggio, qui

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...