Il mio amico C

(Ogni tanto a pranzo  – non spesso a dire il vero – vedo il mio amico C. che è molto pazzo e instabile ma non sembra, anzi il mio amico C a pranzo sta sempre seduto composto e pensieroso, una specie di pensatore stralunato, dividiamo i cannelloni mentre si regge la testa (lato sinistro) e s’aggiusta gli occhiali, mi da della pazza a me, e questo un po’ m’aggiusta i miei di occhiali, mi ascolta in questi pranzi, mi fa prendere poi cose come salsicce e saltimbocca e mi interroga. Hai scritto almeno un paragrafo? Come va con il lavoro?  Come stanno i tuoi bambini? 

Io dico che i miei bambini sono bellissimi, i più belli di tutti, i più belli del mondo, gli faccio vedere le foto, e lui si intenerisce, perché il mio amico C è pazzo ma sentimentale, di mia figlia non vede gli occhi da strega ma vede l’infanzia, e quando gli racconto le cattivellerie sue tipiche il mio amico C ride di come si ride dei bambini, cambia posa, mangia altri saltimbocca, si tiene la testa con l’altra mano (lato destro). La testa gli pesa per il fatto che si porta sempre molti pensieri moltiplicati a loro volta, nella sua mezz’ora mi rende edotta di amori tempestosi e storia del socialismo, a volte ci mette pure tutte mescolate alcune sue ipotesi rivoluzionarie e/o religiose e anche casini che ha in casa ci ha sempre molti casini in casa, e penso che quando siamo a pranzo mette tutti questi pensieri da una parte, come farebbe l’altro mio figlio con i tappi della sua collezione.

In generale ci dividiamo il pasto nel tempo e nelle porzioni – di solito un’ora un’ora e qualcosa perché è una convergenza di pause pranzo, mezz’ora l’uno e mezz’ora l’altra, un saltimbocca lui uno io,  con alcuni inframezzi interlocutori, di solito degli anchammeèssuccesso, ma anche dei macchedavero, una patata arrosto te una io,  che siamo romani tutti e due io e il mio amico C, e ci mettiamo anche qualche battuta di smandruppata genitorialità reciproca, una strana forma di cinismo gentile. Io sono ipocondriaca  per esempio, e allora il mio amico C mi chiede, lascia stare i bambini, parlami del colera.

E io pure gli chiedo tuttecose come vi dicevo, e avrei molta voglia di entrare nel dettaglio e riferirvele, ma è una persona molto riservata,  diciamo torrenziale ma selettivo, per cui no, non posso dirvi bene tutto di quando cambia la mano con cui si regge la testa, mi dispiace).

(qui)

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