Dopo che

Quando finirà ci vedremo in un caldo che ignoreremo, speriamo davvero, gli alberi saranno forti rigogliosi e lucenti della caligine che non avranno bevuto, le case ci sembreranno brillare, per quanto le vetrine saranno vuote, e le persiane accostate, ma quando finirà ti dicevo, le strade saranno pulite perché ancora nessuno avrà buttato niente per terra, forse luccicheranno le code dei topi che scappano nei tombini, ma a noi non importerà e tu, questo volevo dirti, mi dovrai abbracciare per diversi minuti.

Non dirai che sono troppo pallida, spero bene, non metterai il dito sull’orlo delle occhiaie, soprassiederai su fianchi, non testimonierai dell’accelerare del tempo sul corpo, mi scaccerai invece la cupezza appiccicata ai capelli, che toccherai, e forse farai altre cose, che ti lascerò fare, per via di tutta quella vita che avremo addosso, e che ci cascherà da tutte le parti. Ma la cosa importante dicevo, è che mi dovrai abbracciare per diversi minuti

Non ci sederemo da nessuna parte, te lo prometto, anche se forse potrebbe essere bello, pensa un prato, pensa l’erba alta, il prato ci mangerebbe e ci arrotolerebbe sono sicura, forse non è il caso, forse non è il punto, vorrai parlarmi invece, farmi sentire bene la voce, la cosalità della voce, mi vorrai raccontare tutto quello che c’è davanti, un’operazione un po’ priva di senso, questa cosa di raccontare quello che ancora non è accaduto, eppure, mi vorrai raccontare il futuro – e io ti ascolterò certamente. Tuttavia la cosa importante
è che mi dovrai abbracciare per diversi minuti.

E quando mi avrai abbracciata per diversi minuti, lungamente e con metodo si può dire, affondando il naso sull’orlo della mia schiena per esempio, potremo ricominciare il mondo dove l’abbiamo lasciato, aggiusteremo i nostri sentieri interrotti, addirittura ci potremmo volgere le spalle, chini sui ciottoli delle nostre cose, sazi finalmente di questo bisogno illegale, naturalmente non abbastanza per essere felici, ma diciamo in quello stato che supera la necessità e fa lottare per la sufficienza.

(I gabbiani saranno pure diventati grandi come falchi, l’ortica spaccherà certi muri delle case, qua e la irromperanno cespugli inediti e secchi, per terra desideri abbandonati, e speranze mezze morte, ma quando mi avrai abbracciata per diversi minuti, noi ci riprenderemo la città).

 

(qui)

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