Aperol

 

La donna è attratta da lui, più o meno quanto lui lo è da lei ma da una posizione diversa, in un immaginario simmetrico e opposto di un’attrazione temperata. Per quanto lo riguarda non è che la trovi una persona sgradevole, o ritenga che  non abbia – lui ha già constatato – delle labbra su cui intrattenersi volentieri. Qualche volta ha pensato a come potrebbe essere prenderle i fianchi, ma con mollezza, con quel tono di voce assolato e desertico che si riserva alle passioni che non s’accendono. E non è neanche perché lei, in qualche modo, come corpo dell’anima – non gli piaccia. E’ anzi con precisione quello che tra uomini urbani si dice di una donna di una certa età.
Ossia.- una donna interessante.

(Ossia, con la volgarità delle sei del pomeriggio invece, la volgarità degli aperitivi con gli occhi socchiusi, una scopata ce la farei volentieri –  lui ha pensato)

Lei per parte sua, lo guarda attratta, in una fascinazione rivierasca e spumosa. Non sa bene con che tipo di nevrotico ha a che fare, se col collezionista di fighe, o con quello di tormenti – quando lo vede gli sente addosso un odore frizzante di leggerezza, di disimpegno, che le mette sempre una sorta di buon umore carnale aereo –e anche in qualche modo – esotico ( e che lei in prima istanza addebita al contorno dei suoi occhi, e che sciocchezza – al modello dei suoi occhiali). Per la verità è abituata a frequentare altri linguaggi, altri spessori – ha sempre sedotto per vie strane, lunghe e impercettibili, carsiche.
(Gli uomini le stanno intorno senza scalpore, come si sta vicino a una stufa d’inverno, sentendosela quotidiana e intima, maneggiandola come si farebbe con una pasta frolla, un qualcosa di dolce e pacifico. Poi se lei si allontana o si incupisce, sentono un freddo da cui non si liberano, e la cercano scoprendosi senz’aria.
Dei tanti modi di farsi desiderare, lei ne mette in pratica uno -che colpisce alle spalle)

Cosicchè succede che quando si vedono si accarezzano pure volentieri, ma non si fidino mai completamente. La domestica affettività di lei gli pare pericolosa, quante richieste potrebbe farmi questa femmina pure troppo generosa per i miei gusti, io sto scomodo, si dice, in tutti questi cuscini promessi, dov’è la  seconda porta di questa alcova? Non la trovo. Le si avvicina dunque, ma sempre con un certo nervosismo, con un plateale avviso di contingenza.
 Lei per parte sua obbedisce ai fremiti di lui  divisa tra desiderio e irritazione, e gli indica la porta per andarsene

Ma anche per tornare, eventualmente)

 

 

(qui)

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