Vicino di ombrellone

L’uomo è un padre alto e con un corpo atletico e degnamente lavorato, ma soprattutto è un padre, un padre in ogni cosa che fa, quando per esempio parla con la voce troppo alta volendo farsi sentire da chi non lo conosce, quando accarezza la guancia del suo terzo figlio, quando stentoreo dice, ascoltate la mamma, e i bambini selvatici  – ne ha cinque – gli rotolano intorno.
 E anche quando fiero, scultoreo, inappropriato e ridicolo si concentra in posture auspicabilmente esotiche, platealmente nipponiche, sul bagnasciuga.
Alla sinistra le radioline, alla destra l’unicorno che galleggia.

(E’ maestro di ginnastica? Chiede una signora grassa, una nonna senza dubbio, ma anche zia con diverse medaglie al valore militare, e che lo guarda interrogativa sotto un ombrellino a spicchi rossi e bianchi, e studiandolo molto, studiandolo con un cuore io credo più di madre che di donna, cosa ci avrà sto povero figliolo, che non trova pace e fa tutti questi movimenti a quest’ora della sera, anziché stare ammodino sulla sdraio per esempio, o parlare di calcio con gli amici.
Forse, si dice, ci avrà un guaio con la schiena.)

Sul fare della sera,  lui a volte si concentra, si dedica al pensiero – a quel punto scivolando a capo insotto e zampe all’aria in lidi più ayurvedici, è evidente che sta pensando yoghescamente, è irto di saggezza,e allora  i bambini lo usano come bersaglio di palline di carta. Poi lui si ricompone e proclama: ora faremo tutti una bella passeggiata! E tutta la spiaggia, nella sua interezza, ha in questo modo appreso che in quella famiglia la mens è sana nel corpore sano, perché il padre sa quali sono I Valori Importanti con cui Crescere dei Bambini, la meditazione, l’amore, ma anche le passeggiate. Tutti siamo cioè resi solennemente partecipi di questo ordine teleologico dell’esistere.
E tutti temiamo sempre, anche se non arriva mai, una preghiera a tradimento.
La moglie, è di nuovo incinta.

Si alza ora, e sono io a guardarlo, lo guardo sempre anzi, spudorata e non molto buona, ora ecco raccoglie le cose, esorta la figlia più grande, che scuote la testa, annoiata e svagata. Lo spio e lo trovo struggente lui con tutti i suoi. E’ un po’ come certi personaggi che stanno spesso nei racconti americani, di genitori bizzarri e disadattati che lottano come possono per amare il più possibile, recitando una comodità con il mondo che non gli appartiene, beandosi dell’innocenza dei più giovani, felici di essere creduti. In realtà stanno in una bolla separata, conflittuale e ostile, si difendono tragici, cartacce sulla battigia, non sono amati, non sono capiti, non sono stimati. Ancora per qualche anno i figli biondi e apollinei di questo padre goffo e popolare, lo guarderanno spensierati e piacevolmente devoti.

 

Poi sarà terribile.

(Per una oscura analogia di opposti – qui)

 

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