Un sogno

Quella notte la donna si sognò la sua amica morta. Era pallida elegante e già malata, ma si sposava di nuovo con suo marito, ci sarebbe stata una festa elegante, che il sogno avrebbe girato nella Babele di Bruguel. La sua amica morta aveva il collo rigido e fatato dell’ultimo anno e un lungo vestito bianco e mentre lei era vestita di nero con il suo corpo di sempre, ottimista e generoso. 
Nel sogno parlano, c’è una luce dorata di festeggiamento barocco, un riverbero di broccato e stucco, forse candele – si capisce che il tema del sogno è eros ai tempi di thanatos.

La donna al risveglio vede la luce gonfiare le tende verdi, e allagare il pavimento rovinato. La casa è silenziosa, e alla donna il sogno sale nella mente come una mareggiata lenta,  che ora guarda come si è abituata a fare. Ha cominciato a sognare la sua amica solo quando se ne è andata, come se non si potesse accorgere in vita quali parti simboliche, quali pezzi di sentire e di stare al mondo incarnasse. 
(La sua amica era di natura iconoclasta carnale e dunque molto sentimentale. La malattia l’aveva costretta a una saggezza composta sua malgrado, e questo ora si sognava: il dolore della conoscenza e l’importanza di certe gerarchie sentimentali.
)

La donna pensa dunque al matrimonio che si ricelebra nel sogno, agli affetti che in vita le aveva spiato, e poi di contro – ai suoi sentimenti dell’ultimo tempo, all’uomo che si era ritrovata ad amare, a tutte le lingue con cui aveva tentato di tradurre la parola incandescente. Era grata al sogno per la capacità che aveva di mettere insieme lutto e vitalità, fine e resistenza, era grata all’atmosfera settecentesca che circolava ma anche al senso di resa sottile che aleggiava. Era uno strano sogno cinematografico e verticale, le diceva di imparare usare uno sguardo che nella sua quotidianità non aveva trovato, le insegnava  una resistenza estetica e tollerabilmente dolorosa, e una gentile comprensione di quello che si deve lasciare. 
Un sogno sopportabile sulla morte e su quello che non muore

La donna si alza, abbraccia qualcuno che era rimasto nell’ombra.

(qui)

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