Real life

L’uomo e la donna si incontrano con la vita alle spalle. Hanno figli che gli sgocciolano dalla schiena, delle porte socchiuse sugli stracci della pelle non più tesa. La donna appartiene alla razza fortunata dei tenaci, pirati dei bicchieri mezzi pieni, pionieri delle imprese sfangate, possibilisti con la vanagloria, il raggio del tramonto come occasione da non perdere, la morte un chiaro scuro necessario. (Lei: cantante in disarmo. Oppure:titolare di florida attività commerciale nel ramo della biancheria intima. Oppure: secondo cuoco di ristorante di lusso) 

L’uomo è di quelli meno smargiassi, un sopravvissuto del disincanto, del gioco a scacchi con le cose da perdere, più dolorosamente domestico colla morte, con le mediazioni, con la faccia della mancanza. Uno con la tentazione della rinuncia, che solo una intelligenza metodica e sottile ha salvato dal fallimento. Un uomo teoretico, moderatamente sentimentale, uno a cui non si deve spiegare cos’è una malattia. (Lui. Orologiaio. Tecnico specializzato in ditta produttrice di fresatrici. Tecnico di radiologia in grande ospedale cittadino. entomologo.)

L’uomo è,  e lo sa, innamorato della donna. Il corpo della donna lo chiama nella sua ottimistica accoglienza, ma questo pure l’uomo sa, non spiega il sentimento. La donna è una di quelle in cui ci si può tuffare, pensa l’uomo, che in cuor suo ha diviso il mondo delle donne in donne da nuotata e donne da giocoleria, ma appunto dice l’uomo, non è il punto.
E’ rumorosa, solare e decisa, una rompicoglioni – in diverse circostanze. 
In realtà la donna lo aggancia in una oscura contraddizione. Per un verso sente il lei qualcosa di tragico, una lotta disperata e permanente, l’angoscia di un assedio, un baratro che incalza, un ventre nero da cui le si scansa, in una lotta eterna di pragmatismo, alcolismo, buon umore, erotismo. Ciò lo intenerisce,  gli mette sul banco una dolcezza. Nello stesso tempo però è ammirato del risultato. Ammira la donna che ora guarda, ammira l’intelligenza imprenditoriale, l’assertività di cui non è lui per primo sempre capace, ammira l’egocentrismo rivierasco. 
Le piace portarla nei ristoranti, lei nei ristoranti porta il rossetto e diviene  subito teatrale già nelle ordinazioni, i camerieri si accorgono subito di lei, ridono con lei, lei diventa nel giro di un tovagliolo bianco, una cliente speciale, abituale. Ama questa capacità di lei di essere sempre prima attrice. Ama e allo stesso tempo si strugge sapendo che senza palco si sente morire. E vorrebbe proteggerla, e metterla al sicuro.  Dunque sul corpo di lei oscilla, tra esaltazione e tenerezza. Il sentimento gli si muove dentro tra la rivitalizzazione delle sue parti morte, e l’animazione dell’essere il padre che fa sempre fatica ad essere.

La donna lo ricambia per parte sua, grata e insospettabilmente guardinga. Il corpo lungo dell’uomo, le procura un senso di precisione, l’immagine di una virilità cinematografica e novecentesca, che non perde tempo, che non si schianta in inutili ruote di pavone, che sta in un’ombra maschile di coscienziosa introversione, un’erotismo di spie, di strateghi, di medici che studiano, di politici che immaginano. La lentezza con cui lui indugia nei giudizi, il fraseggio sottovoce e realistico, la sua pacata tendenza alla riconfigurazione delusa di quel che si vede.
E anche. Il modo con cui si sbottona la giacca. E anche, pensa la donna, il modo di sorridere senza mostrare i denti. 
Ugualmente, anche il cuore della donna si sposta su un’ellisse di contrari. Da una parte, il misurato tono esistenziale di lui le incute rispetto, come se il maschio che la tiene si sentisse sempre forte di un sapersi, e questo lo rendesse così capace nel mondo, mai goffo, ma inappropriato, mai fuori luogo, sempre opportuno. Dall’altra proprio la capacità di lui di non essere mai deludente, di essere sempre così britannicamente appropriato, le suggerisce una mancanza di libertà, una schiavitù segreta, e quel che è madre dentro di lei, ne soffre, e trova  di che dover consolare. Ammira e compatisce la sua borghesia.


Ora sono seduti, lei sta chiamando il cameriere con un gran frinire di bracciali finti, lui socchiude gli occhi, allunga il braccio abbronzato – aspetta un momento, le dice.

(qui)

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...